Ernia del disco lombare

Formazione

Nella colonna lombare si trovano già dopo il completamento della crescita segni di invecchiamento e usura (degenerazione, artrosi). Sovraccaricando il disco intervertebrale si verificano lesioni nell’anello discale esterno (anello fibroso), causando la fuoriuscita di massa del disco interno (nucleo polposo) che può esercitare pressione su un nervo. L’uscita di materia dal nucleo polposo non solo porta ad una compressione della radice nervosa, ma anche a un’infiammazione, con conseguenti forti dolori alle gambe. L’ernia del disco lombare è la più frequente causa di problemi alla schiena con associati dolori alla gamba.

restringimento spinale

Indicazione chirurgica

In molti casi un’ernia del disco può essere trattata in modo conservativo. Ma se i sintomi persistono per qualche tempo e non migliorano con tali misure, la chirurgia è consigliabile. In presenza di deficit neurologici significativi, un intervento chirurgico è indicato, in caso contrario vi è il rischio di paralisi permanente.

Tecnica chirurgica

La tecnica chirurgica classica per il trattamento dell’ernia del disco dimostra ancora essere la migliore. Spesso un microscopio o una lente d’ingrandimento con lampada frontale facilitano l’intervento. In questa operazione il paziente è in posizione prona. Dopo la localizzazione esatta del livello dell’ernia viene eseguita un’incisione di 3-5 cm. I muscoli vengono scollati dal processo spinoso, in modo che l’accesso allo spazio discale venga lasciato aperto. Dopo l’esposizione del nervo questo viene trattenuto con uno strumento specifico e l’ernia appare in modo da poter estrarre i frammenti che comprimono la radice del nervo.

Trattamento post chirurgico

Il paziente può alzarsi e sedersi dal primo giorno dopo l’intervento chirurgico. Il soggiorno ospedaliero dura circa 3-5 giorni. In questo periodo, i pazienti ricevono le istruzioni su come comportarsi nella quotidianità in modo da ottenere il miglior risultato postoperatorio. Nelle prime settimane vengono eseguiti solo leggeri esercizi di fisioterapia con un programma per casa. Solo a 4 settimane dall’intervento la terapia fisica viene intensificata. L’obiettivo è quello di rinforzare la struttura muscolare e migliorare la mobilità.

Probabilità di successo

Tale intervento permette di ridurre i dolori nelle gambe nell’80% dei casi. La distanza percorsa a piedi dal paziente e la qualità di vita migliorano. Di tanto in tanto restano delle lombalgie moderate che non influenzano la quotidianità e che il paziente tollera senza difficoltà.

Rischi

Le complicanze sono rare ca. 1% è il rischio d’infezione della ferita chirurgica, con ottime possibilità di trattamento fino a guarigione completa con irrigazione della ferita e antibiotici. I nervi che devono essere liberati possono anche essere lesionati, ma nella maggior parte dei casi la funzione muscolare viene compensata e solo raramente persiste una debolezza duratura. Molto raramente un’emorragia secondaria causa una compressione dei nervi con deficit neurologico (debolezza del piede, della gamba o vescica e funzione dell’intestino). Se il sacco spinale viene danneggiato durante l’esposizione del canale spinale si causa la fuoriuscita di liquido cerebrospinale. In generale, tale lesione viene rilevata durante l’intervento e trattata di conseguenza senza complicazioni per il paziente.