Restringimento Spinale

Formazione

Il restringimento del canale spinale lombare (stenosi spinale) è particolarmente frequente nei pazienti anziani. L’usura dei dischi intervertebrali (condrosi) e delle articolazioni (spondilartrosi) porta alla formazione di protuberanze ossee, con conseguente restringimento del canale spinale. Caratteristica della stenosi spinale lombare sono dolori ai glutei bilaterali e irradiamento alle gambe, con pesantezza dopo un breve tratto di marcia fino a completa inabilità alla deambulazione. Dopo un breve riposo i dolori scompaiono e il paziente riesce a camminare di nuovo. Il restringimento del canale spinale riduce la distanza di percorrenza a pochi metri. Solo l’allargamento chirurgico del canale spinale può alleviare tali sintomi gravi e duraturi.

Indicazione chirurgica

In molti casi un lieve restringimento del canale spinale può essere trattato conservativamente (infiltrazioni, farmaci). Tuttavia, un aumento dei sintomi riduce la qualità della vita a causa del dolore sempre maggiore e un’operazione anche in età avanzata è consigliabile. Un’improvvisa grave paralisi con perdita del controllo delle funzioni di intestino e vescica è una situazione di emergenza e deve essere trattata subito per evitare danni permanenti.

Tecnica chirurgica

Lo scopo dell’operazione è di allargare i punti più ristretti del canale spinale in modo che i nervi non vengano compromessi. Durante l’intervento il paziente si trova in posizione prona. Dopo localizzazione dei livelli con restringimento del canale spinale viene eseguita un’incisione cutanea nel centro della schiena e scollati i muscoli dorsali dai processi spinosi vertebrali. Con strumenti specifici viene esposto il canale spinale, liberato il sacco midollare e i nervi che ne fuoriescono. Spesso sono coinvolti più segmenti vertebrali.

Trattamento post chirurgico

Dopo l’intervento i pazienti vengono monitorati per alcune ore e trasferiti lo stesso giorno nella propria stanza. Nella maggior parte dei casi con l’aiuto di fisioterapisti vengono eseguiti i primi esercizi di deambulazione nelle 24h. La durata della degenza in ospedale dipende dallo stato di salute generale e di solito non supera i 7 giorni. Dopo le prime 6 settimane, la fisioterapia si intensifica. L’obiettivo è quello di rinforzare la struttura muscolare, in modo da diventare nuovamente indipendenti nel quotidiano.

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Rischi

Le complicanze sono rare ca. 1% è il rischio d’infezione della ferita chirurgica, con ottime possibilità di trattamento fino a guarigione completa con irrigazione della ferita e antibiotici. I nervi che devono essere liberati possono anche essere lesionati, ma nella maggior parte dei casi la funzione neurologica viene recuperata e solo raramente persiste una debolezza duratura. Molto raramente un’emorragia secondaria causa una compressione dei nervi con paralisi (debolezza del piede, della gamba o vescica e funzione dell’intestino). Se il sacco spinale viene danneggiato durante l’esposizione del canale spinale si causa la fuoriuscita di liquido cerebrospinale. In generale, tale lesione viene rilevata durante l’intervento e trattata di conseguenza senza conseguenze per il paziente. In ca. il 7% dei casi è possibile che si riformi una nuova ernia del disco nello stesso posto (recidiva), che normalmente richiede un’ulteriore operazione.

Prognosi

Con una rigorosa selezione dei pazienti per intervento di ernia del disco si può in circa l’80% dei casi raggiungere da buoni a ottimi risultati, vale a dire la riduzione del dolore è superiore al 75%. Il paziente non necessita più farmaci per il dolore, è di nuovo pienamente operativo e non è limitato sia nella sua professione che nelle attività nel tempo libero. In generale, il dolore alla gamba scompare completamente, rimangono occasionali dolori in zona lombare ma che il paziente tollera bene.