Scoliosi

Formazione

Nella scoliosi la deformazione è sia laterale che rotatoria nell’asse stesso. In questo modo si forma un’asimmetria della parte superiore del corpo con una differenza di altezza delle spalle e la formazione di un gibbo a causa delle costole più sporgenti.

Cause

Nella maggior parte dei casi (70%) l’origine resta sconosciuta, in tal senso viene definita scoliosi idiopatica. La sua formazione avviene solitamente nel periodo di crescita massimale durante l’adolescenza. Altre scoliosi invece hanno cause note. La scoliosi neuromuscolare viene causata da malattie neurogene (paresi cerebrale) o muscolari (distrofia muscolare tipo Duchenne). La scoliosi congenita trova origine da malformazioni alla nascita di vertebre (vertebra a cuneo, semivertebra) che causano la deformazione nel periodo di crescita. La scoliosi degenerativa è un tipo di malformazione causata dal consumo della colonna nella parte lombare in età adulta. Altre malattie più rare del tessuto connettivo possono causare malformazioni di questo tipo. Le scoliosi gravi si trovano più frequentemente nelle ragazze.

Accertamenti

Radiografie di tutta la colonna mostrano l’angolo della curvatura e quindi il grado di deformità. Facendo questo tipo di esame in intervalli regolari è possibile valutare se vi è progressione.

Terapia della scoliosi idiopatica nell’adolescente

Terapia conservativa con corsetto: avviene per curvature con un angolazione della scoliosi da 5° a 40° e con potenziale di crescita. Il corsetto viene adattato su misura e dovrebbe essere portato per almeno 22h al giorno. La fisioterapia viene eseguita per tutto il periodo ambulatoriamente da casa. Un controllo medico avviene ogni 3-6 mesi. La terapia con corsetto è terminata con la fine della fase di crescita o se si nota una progressione della curva di deformità nonostante il trattamento con corsetto che supera i 45°.

Intervento chirurgico

Necessario nel caso di una curva di scoliosi maggiore di 45°. Per pianificare l’intervento sono necessarie delle radiografie specifiche sotto stress (bending), per valutare l’elasticità della curva. Prima dell’intervento si esegue una risonanza magnetica (RM) della colonna per escludere patologie del midollo spinale, che si riscontrano raramente (2%). Solitamente l’intervento viene eseguito da posteriore, in cui la colonna viene fissata con viti, corretta con bacche e poi fusionata. In caso di forte curvatura è possibile eseguire prima un intervento di mobilizzazione dal lato in cui vengono asportati diversi dischi intervertebrali all’apice della curva. È anche possibile correggere la formazione della gobba attraverso lo stesso intervento e lo stesso accesso chirurgico. La correzione della scoliosi è anche possibile con una tecnica innovativa dal lato. A differenza dell’intervento da posteriore non è necessario eseguire una fusione così lunga in modo da preservare più dischi intervertebrali. A livello lombare questo intervento di lato è diventato uno standard. Questi interventi di stabilizzazione della colonna vertebrale vengono eseguiti con neuromonitor, (o sorveglianza intraoperatoria) significa che le funzioni del sistema nervoso vengono sorvegliate durante tutto l’intervento. Questo controllo riduce i rischi di deficit neurologici, per esempio di paraparesi.

Trattamento postoperatorio

La prima alzata avviene il giorno seguente. Un tutore non è necessario. La durata della degenza è di ca. 7 giorni. I bambini possono ritornare a scuola dopo 4 settimane. Nuotare è possibile dopo 6 settimane, giochi con il pallone o sport invernali dopo 3 mesi e la ginnastica scolastica dopo 6 mesi. In ogni caso la colonna può essere caricata normalmente.

Rischi di tale intervento

In generale si riscontrano come per tutti gli interventi alla colonna tali rischi: lesioni di nervi o del midollo spinale con paresi o deficit neurologici, paresi della vescica o dell’intestino. Lesioni del sistema simpatico o parasimpatico possono portare a disturbi della digestione o disturbi della percezione di caldo/freddo con alterazioni della circolazione periferica. Disturbi delle funzioni sessuali. È possibile che i dolori diventino cronici. Il materiale usato per la stabilizzazione può provocare infezioni tardive, scollamento o rottura. La mancata fusione dell’osso può causare la formazione di una pseudartrosi (articolazione finta) che provoca dolori e necessita di un intervento aggiuntivo.